Premio ARCHEOMETRA GIOVANI

Si può scrivere bene e non dire nulla. Anzi: oggi è la norma.
La lingua si è fatta corretta. I testi sono fluidi, leggibili, ordinati. Non inciampano mai. Figuriamoci se disturbano.
Noi lavoriamo nella tecnologia. Contribuiamo a costruire potenti strumenti che scrivono, relazionano, correggono, producono.
Ora lo sappiamo: la macchina sarà non solo sempre più veloce ma più convincente. Eppure non è questo il problema. Il problema è che iniziamo a somigliarle. Cerchiamo la frase giusta invece della frase necessaria. La scrittura così diventa superficie. Non lascia segni.
Ma la scrittura, quando serve, non è solo pulita, non può esserlo. È il tentativo — a volte stonato — di dire qualcosa che non si lascia dire.
Per questo nasce il Premio Archeometra. Non per premiare chi scrive meglio. Cerchiamo testi che creino una sospensione.
È lì che in quella pausa si apre uno spazio. Non per forza rassicurante.
Uno spazio umano.
Non ci interessa la scrittura che si adatta. Non è un progetto culturale. È una scelta politica.
Noi non investiamo nella decorazione. Investiamo in ciò che rischia di non avere spazio. Perché è lì che qualcosa può ancora accadere.

E forse — solo lì — si può ancora capire dove stiamo andando.

Giampietro Berti
Presidente ARCHEOMETRA